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	<title>Commenti a: ILVA e Taranto – Aiutatemi a capire…</title>
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	<description>Il blog di Maurizio Barbato</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Feb 2011 21:29:25 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Altarus</title>
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		<dc:creator>Altarus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 15:10:48 +0000</pubDate>
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		<description>Gentili Signori di “Taranto Futura”, condivido pienamente lo spirito che anima il vostro comitato. Mettere fine allo scempio ambientale che da anni si perpetra sulla nostra cara città è cosa palesemente sacrosanta. Sono d’accordo che è inutile piangere sul latte versato ma è importante soffermarsi sulle cause, a volte anche puntando il dito, solo se utile allo scopo di trovare soluzioni alternative sensate.
Ciò che non capisco davvero affondo, è la smaniosa volontà di chiudere lo stabilimento ILVA senza minimamente curarsi del “Day After”, ovvero cosa potrebbe succedere economicamente e socialmente a Taranto dopo la totale chiusura degli impianti. Mi piacerebbe ascoltare e leggere, insieme agli slogan pro-chiusura,  delle proiezioni, supposizioni o molto banalmente delle proposte di conversione economica, ovviamente il tutto supportato da studi attendibili. La situazione di Taranto non può assolutamente essere paragonata a quella di Genova. 
Facciamo di tutto allora per far rispettare la legalità. Maggiori controlli sulle emissioni inquinanti, polso fermo delle autorità locali nei confronti della dirigenza ILVA e non inutili braccio di ferro che portano a ben poco. Intanto ci si augura di diversificare l’economia in maniera efficace e per questo è necessaria una nuova mentalità imprenditoriale. Ma servono davvero uomini nuovi, sforzi importanti ed aiuti che, ad oggi, tardano ad arrivare.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentili Signori di “Taranto Futura”, condivido pienamente lo spirito che anima il vostro comitato. Mettere fine allo scempio ambientale che da anni si perpetra sulla nostra cara città è cosa palesemente sacrosanta. Sono d’accordo che è inutile piangere sul latte versato ma è importante soffermarsi sulle cause, a volte anche puntando il dito, solo se utile allo scopo di trovare soluzioni alternative sensate.<br />
Ciò che non capisco davvero affondo, è la smaniosa volontà di chiudere lo stabilimento ILVA senza minimamente curarsi del “Day After”, ovvero cosa potrebbe succedere economicamente e socialmente a Taranto dopo la totale chiusura degli impianti. Mi piacerebbe ascoltare e leggere, insieme agli slogan pro-chiusura,  delle proiezioni, supposizioni o molto banalmente delle proposte di conversione economica, ovviamente il tutto supportato da studi attendibili. La situazione di Taranto non può assolutamente essere paragonata a quella di Genova.<br />
Facciamo di tutto allora per far rispettare la legalità. Maggiori controlli sulle emissioni inquinanti, polso fermo delle autorità locali nei confronti della dirigenza ILVA e non inutili braccio di ferro che portano a ben poco. Intanto ci si augura di diversificare l’economia in maniera efficace e per questo è necessaria una nuova mentalità imprenditoriale. Ma servono davvero uomini nuovi, sforzi importanti ed aiuti che, ad oggi, tardano ad arrivare.<br />
Saluti</p>
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		<title>Di: Claudio Monteduro</title>
		<link>http://www.soloimmaginieparole.it/2008/01/13/ilva-e-taranto-aiutatemi-a-capire/comment-page-1/#comment-158</link>
		<dc:creator>Claudio Monteduro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 18:56:23 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivo per chiarire che &quot;Taranto Futura&quot; il Comitato che chiede il referendum per la chiusura dell&#039;Ilva non ha intenzione di provocare, ma di realizzare il progetto che ha avuto l&#039;interesse di tutti i componenti che hanno voluto testimoniare l&#039;intenzione di mettere fine alla scempio ambientale provocato dalla criminale attività alla quale il sig. Riva non intende rinunciare per gli utili che ne ricava a scapito della salute dei tarantini. Per  chiudere e bonificare l&#039;area &quot; a spese di chi ha inquinato&quot; e non a spese dei contribuenti (beninteso) è necessario un tempo sufficiente a pensionare i giovani assunti oggi. Ma questo pochi vogliono capirlo. Il sig.(?-già condannato) Riva non intende rinunciare ai profitti con il beneplacido del ministro Prestigiacomo che ha subito il ricatto occupazionale e la promessa di contribuire con i soldi alla cordata salva (?) Alitalia. Rinvangare la paassata scelta scellerata del sito Taranto non serve, bisogna salvare il presente e principalmente il futuro dei figli. Chiudere si deve, perchè non c&#039;è alternativa. Lo si è fatto a Genova con decisione della Regione Liguria, passando la palla a Taranto. E noi come al solito abbiamo passivamente accettato incuranti di  quelle che sarebbero state le conseguente. Riflettiamo tutt&#039;insieme e vedremo certo ottimisticamente che un futuro migliore potrà esserci con la buona volontà di trovare la soluzione migliore. Buona fortuna a tutti i tarantini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo per chiarire che &#8220;Taranto Futura&#8221; il Comitato che chiede il referendum per la chiusura dell&#8217;Ilva non ha intenzione di provocare, ma di realizzare il progetto che ha avuto l&#8217;interesse di tutti i componenti che hanno voluto testimoniare l&#8217;intenzione di mettere fine alla scempio ambientale provocato dalla criminale attività alla quale il sig. Riva non intende rinunciare per gli utili che ne ricava a scapito della salute dei tarantini. Per  chiudere e bonificare l&#8217;area &#8221; a spese di chi ha inquinato&#8221; e non a spese dei contribuenti (beninteso) è necessario un tempo sufficiente a pensionare i giovani assunti oggi. Ma questo pochi vogliono capirlo. Il sig.(?-già condannato) Riva non intende rinunciare ai profitti con il beneplacido del ministro Prestigiacomo che ha subito il ricatto occupazionale e la promessa di contribuire con i soldi alla cordata salva (?) Alitalia. Rinvangare la paassata scelta scellerata del sito Taranto non serve, bisogna salvare il presente e principalmente il futuro dei figli. Chiudere si deve, perchè non c&#8217;è alternativa. Lo si è fatto a Genova con decisione della Regione Liguria, passando la palla a Taranto. E noi come al solito abbiamo passivamente accettato incuranti di  quelle che sarebbero state le conseguente. Riflettiamo tutt&#8217;insieme e vedremo certo ottimisticamente che un futuro migliore potrà esserci con la buona volontà di trovare la soluzione migliore. Buona fortuna a tutti i tarantini</p>
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